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NEWS 31 luglio 2020

Letteralmente “piano di recupero”, ossia un’iniezione di fondi per permettere all’Europa di ripartire dopo i danni sociali ed economici dovuti alla pandemia causata dal Covid-19. Protezione dell’occupazione, nuovi posti di lavoro e altri interventi di ampio respiro per promuovere uno sviluppo sostenibile e duraturo nel tempo.

 

La Commissione europea ha indicato la strada: lo sviluppo deve partire dalla riconversione green e dalla lotta ai cambiamenti climatici. Tra i Paesi che potranno usufruire dei fondi stanziati anche l’Italia che in tema green avrebbe delle potenzialità notevoli: a partire dalle energie rinnovabili e dall’uso consapevole delle risorse.

 

Eppure, il Bel Paese sta perdendo terreno quando si parla di economia circolare. L’attenzione sta venendo meno e potrebbe rischiare di perdere il treno della competitività. A farlo presente anche il Circular Economy Network, Cen, realtà creata da Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e associazioni d’impresa.

 

È proprio Edo Ronchi Presidente del Cen, come riportato da la Repubblica, a commentare: “L’economia circolare può essere il volano per la ripresa del nostro Paese. Ce lo chiede l'Europa sottolineando la necessità di riconvertire in chiave sostenibile le nostre produzioni: è un treno che non possiamo perdere. Ma finora la risposta che è venuta dal governo in questo campo non è stata adeguata alla sfida che abbiamo di fronte. Bisogna fare di più. E senza perdere tempo perché occorre elaborare rapidamente progetti dettagliati e convincenti per l’utilizzo dei 209 miliardi di euro del Recovery Plan”.

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