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Il lato oscuro dello shopping on-line

NEWS 10 gennaio 2020

Internet ha rivoluzionato le nostre vite. Comunichiamo con facilità sorprendente dovunque siamo, possiamo accedere all’informazione e alla cultura con una disinvoltura impensabile solo pochi decenni fa e possiamo anche esercitarci nella pratica dello shopping senza sacrificare il nostro tempo libero. Se prima acquistare un bene on-line era considerato un’attività di nicchia, oggi con la diffusione della tecnologia è esploso il numero degli utenti che acquistano on line.

 

Acquistare on line è comodissimo, niente più spostamenti in auto per recarsi nei punti vendita, niente più problemi di parcheggio e soprattutto niente più fila. È diventato tutto molto semplice: paghi con un click e in pochi giorni il prodotto è recapitato e se non ti soddisfa puoi restituirlo.

 

Ci sono però alcuni aspetti negativi legati a questo metodo di acquisto. In particolare, quelli legati alla logistica e ai rifiuti generati dal packaging di spedizione.

 

Nello specifico, infatti, per ridurre i tempi di consegna in nome della competitività è aumentata la quantità dei veicoli commerciali nelle strade dei centri urbani con conseguente innalzamento delle emissioni di gas serra ad essi correlati.

 

Inoltre, per imballare i pacchi si utilizzano grandi quantità di cartone e plastica che vengono subito trasformati in rifiuti.

 

A tutti ciò si aggiungono le politiche di reso gratuito, che incidono ulteriormente sul numero di spostamenti dei veicoli, con ulteriore incremento delle emissioni di carbonio legate ai trasporti.

 

Un’altra realtà poi è rappresentata dai prezzi convenienti dei siti e-commerce, che tentano i consumatori permettendo loro di ordinare ancora più di merce, che non solo viene inevitabilmente spedita separatamente (impattando ancora di più sull’ambiente specialmente in Italia dove il trasporto dei pacchi e-commerce è solo su gomma.), ma che dà vita al noto fenomeno della “fast fashion”, un modello di business che si basa sull’estrema riduzione dei cicli temporali, dalla produzione al consumo, con un costo altissimo per l’ambiente.

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