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Costa: "Indagherò su RAEE che finiscono in Africa"

Il Ministro dell'Ambiente: "Farò chiarezza" e invita i cittadini a riciclare correttamente i rifiuti tecnologici

NEWS 11 febbraio 2019

 

 

Quando si parla di RAEE, Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, un corretto riciclo - che segua gli standard di una filiera certificata e controllata - rappresenta la base per evitare non solo sprechi e illeciti, ma garantire una gestione dei rifiuti in totale sicurezza (così da contenere i rischi per i cittadini e ridurre l’impatto ambientale).

 

Purtroppo, il trattamento di tale tipologia di rifiuti non è sempre ottimale e cannibalizzazione, furti e inefficacia dei controlli fanno sì che migliaia di tonnellate di rifiuti tecnologici transitino al di fuori dei nostri confini senza che siano state attuate le giuste procedure di riciclo, né la messa in sicurezza.

 

Un problema sempre più attuale che, in questi giorni, trova conferma anche dal Ministro dell’Ambiente Sergio Costa: “L'Africa non può essere la nostra pattumiera. Esiste un efficiente sistema di raccolta e riciclo in Italia e se ci sono delle falle lo verificheremo. Darò incarico al Comando Tutela Ambiente dei Carabinieri di attivare le opportune verifiche”.

 

Le parole del Ministro, riportate dall’Ansa, arrivano in seguito all’analisi del rapporto “Buchi nell'economia circolare” realizzato da Ban, Basel Action Network, che pone in evidenza una contraddizione importante. Se, infatti, da un lato, l'Europa si aggiudica il primato del più alto tasso di raccolta e riciclo dei RAEE nel mondo (35%) dall’altro, 350 mila tonnellate all'anno di questi rifiuti vengano esportati illegalmente al di fuori dell’Europa bypassando i controlli ufficiali.

 

Un’inchiesta – e il posizionamento di alcune “cimici gps” all’interno dei rifiuti - ha infatti mostrato come cellulari, computer, stampanti e altri rifiuti tecnologici finiscano in territori come Nigeria e Ghana dove, spesso, terminano il loro viaggio in discariche a cielo aperto - abbandonati o bruciati - nel tentativo di essere rivenduti o utilizzati per l’estrazione di metalli preziosi. Il risultato è un mix di piombo, mercurio, tossine e altre sostanze tossiche rilasciate nell’ambiente con danni letali non solo per animali, suolo, aria e acqua, ma in primis per l’essere umano.

 

É essenziale perciò riciclare queste apparecchiature in modo corretto, come lo stesso Ministro ricorda: “I rifiuti elettronici possono essere smaltiti nelle isole ecologiche di ogni Comune oppure nei negozi dove si acquista un nuovo prodotto (1 contro 1 ndr). Non solo, i rifiuti delle apparecchiature elettroniche inferiori a 25 centimetri possono essere consegnati ai negozi specializzati con una superficie superiore a 400 metri quadrati, senza obbligo di acquisto (1 contro 0 ndr). Parliamo quindi anche di caricatori dei telefonini, cuffiette, carte di credito che spesso teniamo nel cassetto. Se li smaltite correttamente fate un regalo all'ambiente: dai RAEE è possibile ricavare ben il 90% di materie prime seconde, con un rilevante risparmio energetico rispetto all'estrazione di nuove materie prime vergini.”

 

 

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