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Ritorno al futuro, anno 2035: cosa è successo ai rifiuti tecnologici?

(ALLARME SPOILER!!!) Intervista a Danilo Bonato che, per l’occasione, ci guida alla scoperta di questo nuovo - ipotetico - mondo e alle future generazioni dice: “Non commettete i nostri errori.”

In occasione dell'International E-waste day, ossia la Giornata internazionale dei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), che si celebra il 13 ottobre 2018, Consorzio Remedia ha rimarcato ancora più saldamente il suo impegno verso la promozione di un comportamento sociale virtuoso sotto il profilo ambientale. Una tematica rilevante che va ad inserirsi all’interno di un panorama molto più ampio come quello del corretto smaltimento dei rifiuti e della Circular economy.

Ci siamo interrogati su quali possano essere gli eventuali sviluppi europei e se davvero siamo prossimi a una trasformazione epocale capace di risvegliare la coscienza collettiva e dar vita a un cambiamento significativo nei comportamenti sociali. Proprio per la serietà (e spesso la difficoltà) della materia trattata abbiamo pensato, in modo antitetico, di concederci un attimo al di fuori del ruolo istituzionale che giornalmente, e con grande orgoglio, siamo chiamati ad adempiere.

Abbiamo così immaginato di risvegliarci improvvisamente in un futuro lontano (ma non troppo) e di uscire alla scoperta di questo nuovo mondo. Macchine volanti, viaggi nel tempo e nello spazio, possibilità di ascoltare i colori e di vedere i rumori, annullamento dell’età anagrafica e, ovviamente, la certezza di mangiare senza ingrassare. E poi? Noi sogniamo di vedere macchie verdi ovunque: alberi, fiori, foreste, selve e boscaglie. E i rifiuti? Ci saranno ancora i rifiuti?

Per l’occasione, abbiamo chiesto il supporto di un esperto del settore: Danilo Bonato, Direttore Generale di Remedia, primo Consorzio per la gestione eco-sostenibile dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche pile e accumulatori a fine vita, che - per questa ricorrenza – si è prestato a vestire per noi i panni di una guida particolare a metà tra la preveggenza e una conscia prospettica visione d’insieme.

 

Ciao Danilo, ti svegli e improvvisamente siamo nell’anno 2035. 17 anni da oggi. Prima domanda: avremmo soddisfatto i target fissati dalla Comunità europea?

Sono un inguaribile ottimista e, svegliandomi nel 2035, mi renderò conto che il modello del mercato comune europeo si è esteso anche al settore dei rifiuti. Le differenze tra gli Stati Membri si sono praticamente azzerate e i target di raccolta e riciclo avranno fatto il loro tempo, perché l’affermazione dell’economia circolare da un lato e la disperata carenza di materie prime dall’altro hanno fatto sì che le economie europee si siano attrezzate a valorizzare al meglio tutte le risorse disponibili.

Come immagini sia cambiato, o meno, il mondo dei rifiuti elettrici ed elettronici?

Non si chiamano più rifiuti! Le apparecchiature elettroniche sono sofisticati strumenti tecnologici forniti ai clienti/utilizzatori sotto forma di servizi e al momento della sostituzione sono indirizzati verso processi industriali altamente automatizzati e specializzati nel riutilizzo di componenti e nel recupero di materia prima.

Pensi che si arriverà a un più alto grado di sensibilità nella raccolta differenziata dei rifiuti elettronici pari a quella che oggi è data, per esempio, a carta e plastica? Possiamo immaginare un “cestino RAEE” in ogni condominio?

Più che un “cestino” ho a disposizione strutture di raccolta specializzate che si adeguano alle mie abitudini di cittadino/consumatore e che recuperano i dispositivi che non uso più in modo semplice, appoggiandosi a reti di prossimità gestite con il supporto di comunità locali.

Possiamo immaginare significative trasformazioni in termini di normativa RAEE, magari un “Open-Open-Scope?” (Il Decreto Legislativo 49/2014 ha infatti introdotto, dal 15 agosto 2018, un ambito di applicazione più esteso detto appunto Open Scope, che amplia significativamente le categorie di prodotti elettrici ed elettronici soggetti alla normativa europea sui rifiuti elettronici, NdR)

Siamo alla quarta versione della direttiva sui prodotti tecnologici che, nel frattempo, si è estesa all’80% dei Paesi mondiali. Tutto ciò che ha a che fare con la tecnologia segue la filosofia di gestione della direttiva, che punta tutto sull’eco-design delle apparecchiature e sugli strumenti a disposizione di produttori, distributori e utilizzatori finali per organizzare sistemi di produzione - utilizzo - valorizzazione a ciclo chiuso, ispirati ai principi dell’economia circolare.

Saremo di fronte a una semplificazione degli obblighi normativi oppure ne subentreranno di ulteriori?

Le apparecchiature sono più sicure e prive di sostanze pericolose e gli impianti di riutilizzo e riciclo sono dei gioielli di innovazione tecnologica. Anche se la cura dell’ambiente resta una priorità, non servono più le norme rigide e complesse che avevamo vent’anni fa e abbiamo capito che per favorire l’economia circolare dobbiamo ispirarci a criteri di semplicità ed efficacia.

In Italia nel 2018 ogni abitante genera in media oltre 19 kg di Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) all’anno. Un dato destinato a salire o a scendere? E perché?

La tecnologia è ovunque, anche dentro i nostri corpi. Siamo circondati dall’Intelligenza Artificiale e il 70% dei prodotti sul mercato vent’anni fa non esisteva. Ha poco senso per noi parlare di una produzione di RAEE per singolo abitante ma ragioniamo di oggetti tecnologici che il sistema socioeconomico rende disponibili a ciclo continuo per essere reimpiegati.

Potremmo ancora parlare di responsabilità del produttore o, forse, più propriamente di sensibilità estesa?

I Produttori sono soggetti molto diversi rispetto a quelli che avete conosciuto nel 2018. Il loro coinvolgimento nella gestione dei processi di rinnovabilità dei prodotti e sistemi tecnologici è molto più profondo. Non si tratta solo di un atteggiamento responsabile ma di un modus operandi integrato nel loro business.

Nasceranno nuovi player all’interno della filiera del riciclo?

La filiera del riciclo si è totalmente trasformata. Oggi non parliamo di riciclo ma di circolarità dei sistemi e della materia. I soggetti che cooperano nei processi circolari per la gestione di quelle che nel 2018 chiamavate “AEE” sono tanti e complessi e si scambiano dati e informazioni attraverso tecnologie abilitanti quali i big data, l’intelligenza artificiale e la biometria.

Un’ultima domanda: se dovessi “tramandare” un messaggio agli “agenti” operanti all’interno della filiera del riciclo del futuro quale sarebbe l’insegnamento che secondo te non dovrebbero mai dimenticare?

Che la nostra generazione ha quasi portato al collasso il pianeta e che, una volta sistemate le cose, non dovranno commettere di nuovo i nostri errori.

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