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Termovalorizzazione dei rifiuti: dall’Europa all’Italia

18/08/2017

La Commissione europea ha emanato la comunicazione intitolata “Il ruolo della termovalorizzazione nell’economia circolare” nella quale possiamo leggere che “i processi di termovalorizzazione possono svolgere un ruolo nella transizione a un’economia circolare a condizione che la gerarchia dei rifiuti dell’Ue funga da principio guida e che le scelte fatte non ostacolino il raggiungimento di livelli più elevati di prevenzione, riutilizzo e riciclaggio”.

 

Questo significa che la termovalorizzazione deve venire sempre dopo il riciclo, quando questa strada non è percorribile. A livello europeo, per i rifiuti urbani, si conta che in media sono avviati a incenerimento 127 kg/pro-capite mentre in Italia siamo a 97 kg/pro-capite.

 

Nella comunicazione la commissione offre degli spunti per migliorare questa operazione, focalizzandosi soprattutto sui processi di termovalorizzazione maggiormente efficienti, tenendo conto che le tecniche non sono tutte uguali. Grazie a un miglioramento nell’efficienza, la quantità di energia recuperata dai rifiuti potrebbe aumentare fino al 30%.

 

Per questo, in Italia la commissione Ambiente del Senato ha preso in esame gli incentivi dati ai termovalorizzatori che si definiscono «indebiti» per poterli invece investire in modo più efficiente nei termovalorizzatori che raggiungono determinate performance sia energetiche sia di riduzione delle emissioni nocive.

 



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