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Rapporto Ispra: i rifiuti urbani calano nel 2015

22/12/2016

Pubblicato da ISPRA il “Rapporto rifiuti urbani 2015” che, giunto alla sua diciottesima edizione, fornisce i dati sulla produzione, raccolta differenziata, gestione dei rifiuti urbani a livello nazionale, regionale e provinciale. Come dato generale la produzione nazionale di rifiuti urbani è pari a 29,5 milioni di tonnellate nel 2015, da cui emerge una leggera diminuzione rispetto al 2014 (-0,4%) che si acuisce se i dati vengono confrontati con il 2011 (-5,9%). A livello territoriale è il Centro Italia che fa registrare un calo più significativo con una flessione del -0,8% rispetto al 2014, invece i valori pro capite registrano un calo minore dello -0,2% in tutta Italia.

 

Altro dato fondamentale contenuto nel documento, è quello relativo alla raccolta differenziata che raggiunge il 47,5% della produzione nazionale, segnando una crescita di + 2,3 punti rispetto al 2014 (45,2%). A livello territoriale le percentuali, calcolate rispetto alla produzione totale dei rifiuti urbani di ciascuna macroarea, sono pari al 58,6% per il Nord, al 43,8% per il Centro e al 33,6% per Sud e Isole. Le regioni più virtuose del 2015 sono state il Veneto con il 68,8%, seguita dal Trentino Alto Adige con il 67,4%., mentre la Calabria registra la maggiore crescita della percentuale di raccolta differenziata, +6 punti rispetto al 2014. La tipologia di rifiuto che si raccoglie di più è quella organica (umido e verde), seguita da carta e cartone, vetro e plastica.

 

Per i RAEE, con una raccolta di 223 mila tonnellate, si rileva una crescita del +2,1% tra il 2013 e il 2014 e del +4,3% nell’ultimo anno.

 

A livello nazionale si registrano significativi miglioramenti nel ciclo di gestione dei rifiuti urbani. Quelli smaltiti in discarica, nel 2015, sono circa 7,8 milioni di tonnellate con una riduzione di circa il 16% rispetto al 2014 (quasi 1,5 milioni di tonnellate di rifiuti). Il 19% dei rifiuti urbani prodotti è incenerito, circa il 2% viene inviato ad impianti produttivi per utilizzarlo nel ciclo produttivo come fonte di energia, infine l’1% viene esportato.

Secondo i dati del rapporto, l’Italia è sulla buona strada per il raggiungimento degli obiettivi europei sul riciclo, che prevedono un target del 50% da conseguire entro il 2020. Infatti in Italia, anche se la percentuale si attesta al 46%, se consideriamo il trend positivo che registra il progressivo aumento dei tassi di riciclo negli ultimi anni, l’obiettivo del 50% potrebbe arrivare addirittura prima del 2020.



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