Ricerca ReMedia - GFK Eurisko


Rem -eurisko

Un gap quantitativo da colmare con l'Europa, una densità di punti di raccolta RAEE da incrementare e, soprattutto, tanto bisogno di informazione da parte dei cittadini: sono questi in sintesi i risultati che emergono dall'innovativa ricerca realizzata da ReMedia e GFK Eurisko, in collaborazione con ReMade in Italy e ASSORAEE.

La ricerca è relativa ad una delle tipologie di RAEE più critiche e sotto esame, i piccoli apparecchi elettronici domestici, che per semplicità chiamiamo PAED (piccoli elettrodomestici per la cura della casa e della persona, personal computer, stampanti, telefoni e cellulari, prodotti per l'home video e la riproduzione musicali, giochi elettronici ed elettroutensili), molto diffusi nelle case degli italiani e fotografa in modo completo la filiera del riciclo, a partire dal consumatore finale fino all'utilizzo dei materiali riciclati, passando per i centri di raccolta comunali e gli impianti accreditati per il trattamento.

L'Italia registra uno dei tassi più bassi di raccolta dei PAED (16,8%), al di sotto della media continentale del 26%. Il motivo principale di questa differenza sembra essere la densità dei centri di raccolta: in Europa il rapporto è di 1 isola ecologica ogni 10.000 abitanti, mentre in Italia la capillarità risulta inferiore (0,83%), con punte di 0,3% al Sud.

Grafici

Con 37.000 tonnellate di PAED riciclate nel 2010 a fronte di 220.000t di PAED immessi sul mercato, la raccolta di questi piccoli oggetti a fine vita, seppur in crescita, è più debole rispetto agli altri prodotti elettronici, segnando ben 10 punti in meno rispetto alla media nazionale dell'intero comparto RAEE (pari al 26%).

Questi comportamenti non corretti sembrano derivare da una mancanza di informazione, oltre che da distrazione e pigrizia. Le basi non sono purtroppo ancora incoraggianti: 3 italiani su 4 dichiarano di non conoscere il significato del termine RAEE e, inoltre solo il 17% conosce i contenuti della normativa specifica. Singolare è il livello rilevato di "auto percezione": ben il 57% si ritiene molto o abbastanza informato sulle prassi da seguire per smaltire in modo corretto i PAED.

Eppure, gli italiani hanno dimostrato di avere a cuore salute ed ambiente: più del 51%  ritiene infatti che i vantaggi della raccolta dei PAED siano di natura ambientale. Solo il 36% riconosce anche i benefici economici.

La mancanza di informazione è evidente anche quando si parla di 'uno contro uno', l'obbligo di ritiro gratuito da parte del negoziante: solo il 53% degli italiani ne conosce il significato e soltanto 1 su 5, a fronte dell'acquisto di un nuovo apparecchio elettronico, si è avvalso di questa modalità .