Uno contro Zero: un obbligo o un’opportunità per la Distribuzione

Intervista a Riccardo Pasini, Vice Presidente AIRES 

 


Uno contro Zero: Come questa nuova modalità di raccolta può contribuire a fare crescere la raccolta?

L'impressione è senza dubbio positiva, siamo soddisfatti che si stia procedendo nella giusta direzione e che ci siano tavoli in cui industria e distribuzione dialoghino, in un concerto di idee dove gli obiettivi siano condivisi.

Se da un lato l'uno contro zero  rappresenta, infatti, un obbligo perché ci siamo uniformati ad un una normativa europea che prevede per il distributore il ritiro di piccoli RAEE senza che ci sia una vendita in parallelo,  può  diventare per la distribuzione stessa un'opportunità perché il consumatore, guidato anche dal senso civico e ulteriormente sensibilizzato in tema di rispetto dell' ambiente, venga invogliato ad entrare nei negozi, e magari decida di comprare un nuovo elettrodomestico.

Il distributore ha un ruolo importante perché può contribuire a far aumentare la raccolta e di conseguenza il corretto riciclo nel nostro Paese premiando, ad esempio, il consumatore virtuoso con un buono sconto spendibile nel negozio. In altri Paesi, come la Francia, il 30% dei RAEE è raccolto attraverso la distribuzione, quindi possiamo sicuramente crescere.  Occorre però che i decreti attuativi vengano licenziati rapidamente e semplifichino realmente il flusso di gestione anche per il nostro settore: se i documenti da predisporre, a carico del distributore, restano infatti in triplice copia e ci si ingabbia ancora in lungaggini burocratiche, si rischia di svilirne le potenzialità.

 


Quali i vincoli ancora presenti per far decollare la raccolta presso la distribuzione?

Il sistema Italia ha l'obiettivo di quadruplicare i 4kg di raccolta per abitante, faticosamente raggiunti ma poi ridottisi per la crisi nei consumi.
Se i nuovi limiti per la distribuzione di raggiungimento dei 3.500 kg o dei 3 mesi di stoccaggio, daranno impulso alla raccolta con impatti positivi, un aiuto fondamentale dovrà comunque arrivare dalle istituzioni il cui compito è di combattere la burocrazia che purtroppo impera: troppe registrazioni, troppe pratiche… in un Paese dove si assiste al solito, inutile, proliferare della carta.

Inoltre, se oggi la legge certifica che non c'è più l'obbligo di inserire sul cartellino prezzi l'eco-contributo (la legge ne recita la possibilità ma non lo impone), sarebbe interessante raggiungere due precisi obiettivi: ridurre al minimo l'eco-contributo in modo che gravi sul consumatore il meno possibile (come prevede la legge) e renderlo omogeneo tra tutti i marchi, affinché siano di pratica gestione per il distributore e di agevole comprensione per il consumatore, senza che si alimentino inutili sfiducie.

Riccardo Pasini

Riccardo Pasini 
Vice Presidente AIRES, Associazione Italiana Retailer Elettrodomestici Specializzati

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