EVENTO REMEDIA e IEFE. Sistema RAEE e industria europea: evoluzioni e opportunità all’entrata in vigore dell’open scope

Diario, evidenze delle Studio, streaming video - 16 ottobre, Milano

Si è svolto a Milano il 6 ottobre l’evento Remedia e IEFE/Bocconi, “Industria elettronica - prepararsi al cambiamento per cogliere nuove opportunità di crescita” alla presenza di moltissimi esponenti del mondo dei produttori e della filiera del riciclo dei rifiuti tecnologici. L’obiettivo, come ha sottolineato Danilo Bonato, Direttore Generale Remedia, è stato fare il punto in modo molto operativo sulle sfide e le prospettive del sistema nazionale di gestione dei RAEE in un’ottica di economia circolare. La direttiva europea sull’economia circolare – di prossima pubblicazione – amplierà, infatti, il concetto di “Responsabilità Estesa del Produttore” (EPR), fornendo ulteriori importanti stimoli ai produttori.

 

Si è parlato di cambiamento sostanziale proprio perché quando si parla di economia circolare, questo toccherà direttamente ciò che produciamo. Con l’Open Scope tutto ciò che usa energia elettrica diretta e indiretta, sarà inserito nel perimetro della normativa (con eccezione di ciò che è esplicitamente escluso): un cambiamento sensibile che esige che vengano compresi alcuni importanti elementi e un percorso di crescita che passa anche dall'interpretazione del ruolo del produttore. È importante quindi analizzare queste nuove informazioni e i sistemi collettivi devono poter giocare un ruolo di primo piano in un modello in cui la responsabilità estesa diventi elemento di crescita.

 

Ha aperto con queste indicazioni il pomeriggio di lavori, nella sede dell’Università Bocconi, Walter Rebosio, Presidente Remedia, evidenziando come Remedia, Consorzio multifiliera con presenza ultra decennale nel settore, svolga un ruolo fondamentale (con ben 67.000 tonnellate di RAEE gestite nel 2016 e oltre 400.000 tonnellate trattate in 12 anni). Grazie anche alla partecipazione a WEEE Europe, di cui Remedia è uno dei soci fondatori, e a WEEE Forum, Remedia mette in campo molta competenza e strumenti concreti, per supportare il produttore in questo ruolo.

 

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Comprendere il nuovo ambito applicativo è cruciale. Lo ha sottolineato anche Simona Bonafè, relatrice della Direttiva sulla “Circular Economy” e, in tal senso, lo studio promosso da Remedia e condotto da IEFE/Bocconi, fornisce una valutazione puntuale di cosa sta maturando e come si stanno definendo le posizioni dell'industria, preparando il terreno per l’evoluzione. Le materie prime non sono infinite e occorre abbassare i costi di approvvigionamento. Proprio dall’economia circolare estesa all’intero sistema economico e grazie al recupero dei RAEE, infatti, anche i costi possono diminuire.

 

In Europa si stanno discutendo 4 direttive, tra cui la Direttiva Europea sull’Economia Circolare, con le difficoltà di gestire la mediazione con alcuni stati membri, ma le nuove norme e le misure di prevenzione nella direttiva sul packaging, sono ad esempio, il primo passo nella prevenzione della gestione dei rifiuti. La Direttiva RAEE non verrà toccata nel merito (è già stata modificata nel 2012) ma si amplierà il principio della responsabilità estesa del produttore (EPR), principio ritenuto fondamentale per integrare tale responsabilità dove non erano previsti i criteri e far sì che i produttori producano prodotti più riciclabili. In un mercato sempre più interessato all'impronta ecologica, l’inizio di un percorso che parte da qui, non può che generare opportunità e benefici all'ambiente.

 

All’evento è intervenuto anche il Prof Croci, Coordinatore Geo - Osservatorio Green Economy, presentando lo studio IEFE e Remedia, realizzato per approfondire con un’analisi di scenario nell’ambito dei RAEE domestici, l’evoluzione del sistema RAEE alla luce dell’Open Scope. Croci ha sottolineato come non essendoci più l’ambito chiuso, tutto (salvo esplicite esclusioni) diventerà RAEE e, di conseguenza, cambierà sostanzialmente la quantità di RAEE generati e il lavoro del sistema consortile (Nel 2015 sono state 283.000 le tonnellate di RAEE domestici gestiti dai consorzi - pari al 79% dei RAEE raccolti sul territorio nazionale - recuperando il trend in ascesa, rispetto al 2013-2014).

 

Se si considera l’immesso al consumo di AEE (che corregga le statistiche ufficiali e tenga conto dell’effettivo) siamo per il 2015 a 1,5 Milioni di tonnellate. Includendo quelli che presumibilmente diventerebbero AEE da sistema aperto, il totale di immesso al consumo al 15 Agosto 2018 diventerebbe 2.840.000 tonnellate: un raddoppio quindi in quantità di immesso quando scatterà l’Open Scope. Di queste le AEE domestiche sono circa 1.050.000 su 2.840.000 e cambierà radicalmente anche il numero dei produttori. Altra sfida il nuovo obiettivo di raccolta dal 45% al 65% nel 2019 e la riflessione per capire se il sistema è pronto.

L’analisi, concentrata sul canale domestico, ha valutato tre scenari di evoluzione dell’immesso al consumo secondo variabili quali domanda-consumi/tecnologia/normativa: espansione sostenuta (Crescita domanda superiore alla media storica), conservativa (Crescita storica della domanda), sviluppo circolare (Crescita della domanda inferiore alla media storica) con diversi livelli di generazione dei RAEE (es. nello scenario di espansione sostenuta si ha un aumento del 50%). Da qui anche gli scenari di gestione dei RAEE che erodano nel tempo i canali informali (ossia operatori privati) rispetto al sistema.

 

Paolo Pipere, Esperto di Diritto Ambientale, ha poi approfondito l’ambito di applicazione aperto delineando quali sono i nuovi prodotti inclusi, quali i criteri di esclusione, alla luce delle interpretazioni nazionali.

 

L’evento si è concluso con una tavola rotonda con ospiti del mondo dell’industria: Dario Bisogni, Head of Service South Europe Panasonic, ha spiegato come l’economia circolare sia dagli anni 90 parte dell’attività dell’azienda; Filomena D’Arcangelo, Responsabile Area ambiente ANIE, ha sottolineato come manchino spesso strumenti per l’industria, criteri chiari e uniformità; Antonio Giacomucci, Europe HSE/Sustainability Manager ABB, ha raccontato come sia già stato avviato un progetto con Remedia per identificare le famiglie di prodotti che rientrano nel perimetro e quali quelle invece escluse, al fine di definire rapidamente il percorso di implementazione operativa; Roberto Lisot, Philips, ha evidenziato l’importanza di “realizzare l’economia circolare” e l’impegno che Philips ha già costruito negli anni; Alessandro Maggioni, Direttore Area Tecnica ANIMA, ha sottolineato la necessità di una corretta interpretazione dell’open scope che rappresenta, anche a suo giudizio una svolta epocale.

 

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Per lo studio Bocconi "Sfide e prospettive del sistema nazionale di gestione dei raee" clicca qui

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