Lettera del presidente

Walter Rebosio

 Un Anno eccezionale per il
 sistema remedia

 

 Walter Rebosio

  Presidente del Consiglio di Amministrazione
  Consorzio Remedia

 

 

Raccontiamo in questa nuova edizione del nostro Green Economy Report (GER), un anno eccezionale, sotto molteplici punti di vista.  Nel 2016, il Consorzio Remedia ha visto l’ingresso di oltre 400 nuovi Produttori, un ulteriore segnale di fiducia arrivato anche da nuove aziende che hanno scelto Remedia.

 

Siamo oggi, con orgoglio, il principale Consorzio italiano multi-filiera, con un’organizzazione ancora più forte che ha saputo, di fronte a questo impulso, difendere l’eccellenza nel livello di servizio, garantire immediato e concreto supporto alle nuove aziende e assicurare un continuo controllo della filiera con innovativi e solidi sistemi di gestione.

Remedia è l’unico Consorzio nazionale che gestisce quote rilevanti di RAEE in tutti i Raggruppamenti e il primo in assoluto per volumi di RAEE pericolosi gestiti, oltre 43.000 tonnellate (30,7% del totale).

Nel 2016 Remedia ha raccolto e gestito oltre 67.000 mila tonnellate di rifiuti tecnologici (RAEE domestici, RAEE professionali, Pile e accumulatori) mettendo a segno un incremento del 68% rispetto all’anno precedente e una puntualità del servizio per i RAEE domestici del 99%.

Con la stessa assidua attenzione che rivolge ai propri servizi, Remedia ha misurato con continuità il proprio operato adottando anche quest’anno un approccio di rendicontazione, olistico e trasparente, che quantifica il contributo fornito dal Consorzio all’ambiente, all’economia e alla società.

Abbiamo misurato le ricadute ambientali del sistema Remedia, attraverso una valutazione dei costi (impatti negativi) e dei benefici (impatti positivi) derivanti dall’attività di raccolta e recupero dei rifiuti tecnologici e stimato il valore economico distribuito grazie all’attività del Consorzio.


Con l’87,6% di materiali recuperati dai rifiuti grazie al trattamento negli impianti del network Remedia, sono state risparmiate materie prime pari a 107.500 tonnellate, equivalenti al peso di 11 torri Eiffel, ed evitate emissioni per 311.306 tCO2 eq con un beneficio ambientale pari al fermo di oltre 95 mila autovetture con percorrenza annua di 20 mila km.


Un valore anche dal punto di vista economico generato dal nostro Sistema Collettivo che, grazie alla riduzione dei costi di importazione di materie prime, si attesta a 24,2 milioni di euro, in forte crescita (oltre il 50%) rispetto al 2015.


Senza contare i benefici economici indiretti dati dagli impatti positivi per le imprese del comparto del recupero in termini di reddito e occupazione: si evidenzia, infatti, un valore economico generato dal Consorzio pari a 15,6 milioni di euro, quasi raddoppiato rispetto all’anno precedente a seguito dell’ampliamento della rete di raccolta e trattamento, in linea con l’ingresso di nuovi consorziati nel 2016 e la conseguente crescita record dei volumi di rifiuti tecnologici gestiti.


Il concetto di Economia Circolare, di cui il nostro Consorzio è stato tra i primi soggetti in Italia ad approfondirne le potenzialità, ha assunto nuove proporzioni e quest’anno abbiamo voluto dare spazio a un tema di grande rilievo in termini di possibili evoluzioni della filiera: il regime della Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), ossia un modello di gestione dei rifiuti, più o meno esteso, che sposta i costi di gestione dei rifiuti dalla collettività al produttore di un determinato bene.


Inserito nel pacchetto sull’Economia Circolare, questo paradigma richiede la definizione di criteri di riferimento nonché l’analisi dei gap che sarà necessario colmare per allineare l’attuale modello nazionale di gestione dei RAEE in Italia ai nuovi indirizzi comunitari sull’EPR.


Un modello basato su innovativi processi di valorizzazione dei prodotti a fine vita, in un’ottica di riduzione rifiuti, unitamente alla realizzazione di vantaggi economici e ambientali derivanti dal rispetto di livelli ottimali di riciclaggio che i sistemi EPR possono assicurare. 


In proiezione, un’opportunità che potrebbe garantire al Sistema Paese una crescita economica di 40/50 miliardi di euro e occupazionale pari a circa 100.000 addetti e che vede Consorzio Remedia tra i protagonisti del settore.