La Responsabilita' Estesa del Produttore

Sebbene il nostro ordinamento intenda promuoverla (Art. 178 bis del D. Lgs. 152/06), se volessimo ricercare una definizione formale per capire in cosa consista la Responsabilità Estesa del Produttore, andremmo incontro ad un sicuro fallimento: il legislatore non ha normato al riguardo.

 

Una risposta su cosa sia l’EPR può essere data in questi termini: è quella responsabilità che impone a chi produce un bene di avere cura su come sarà gestito il rifiuto derivante dal suo utilizzo e del raggiungimento degli obiettivi imposti dalla legge.

Per esempio: se una lampada si fulmina ed è da cambiare, dovrebbe prendersi cura del rifiuto non solo chi ha utilizzato la lampada, ma soprattutto chi l’ha prodotta e/o messa in commercio.

 

L’Italia ha introdotto la Responsabilità Estesa del Produttore in sede di recepimento della Direttiva sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), poi parzialmente modificata dalla Direttiva 2012/19/UE, recepita con il D.Lgs. 49/2014.L’Italia, come gli altri Stati membri, deve raggiungere gli obiettivi minimi di raccolta e di recupero/riciclo dei RAEE e, a tale fine, i produttori degli AEE si ripartiscono il relativo onere sulla base della rispettiva quota – in peso – dei prodotti immessi nel mercato.

 

Recentemente in Europa si è cominciato a discutere sulla necessità di inquadramento dell’EPR, definendo regole minime comuni per tutti gli Stati membri e allo stesso tempo incoraggiandone l’applicazione anche in settori produttivi finora esclusi. Molte di queste discussioni avranno una traduzione operativa con il nuovo Pacchetto europeo sull’economia circolare elaborato dalla Commissione europea. Al suo interno, da dicembre 2015, è partito il procedimento per la riforma della disciplina sulla gestione dei rifiuti. Il testo, su cui sono chiamati a esprimersi anche il Consiglio e il Parlamento europeo, non è ancora conosciuto anche se, sulla base delle posizioni finora elaborate, si può affermare che un punto fermo delle modifiche sarà quello relativo alla definizione di criteri generali – minimi secondo il Parlamento europeo – sull’EPR.

 

All’eventuale entrata in vigore delle proposte di modifica dei regimi EPR conseguirà l’obbligo da parte degli Stati membri di armonizzare i propri ordinamenti con le disposizioni comunitarie. Questo compito includerà anche l’attuale disciplina italiana dei RAEE.

 

Per proseguire la lettura: il Green Economy Report