Andiamo a trovare Relight Italia, Rho (MI)
Intervista a Bibiana Ferrari, Amministratore Delegato
Una manager donna nel mondo dei rifiuti: una sfida?
Se di sfida vogliamo parlare non è certo nei confronti del mondo maschile, piuttosto con me stessa.
Mi sono trovata a lavorare in questo settore un po' per caso: prima gli studi alla facoltà di Agraria, le prime riflessioni sul concetto di ecologia e l'esperienza maturata all'interno di due grandi multinazionali che si occupano di ambiente, poi l'occasione di fare qualcosa di mio, un'azienda alla quale dedico tempo ed amore, declinati al femminile, mettendo in tutte le cose che faccio non solo l'impegno e la serietà ma anche la creatività necessarie per affrontare un mercato che è in continuo divenire. Così come cambiano velocemente i consumi, infatti, altrettanto rapidamente occorre trovare nuove soluzioni per gestire il fine vita di un bene.
Ed ecco mi sono trovata a gestire un'azienda che ha nel recupero dei tubi catodici e delle lampade a fluorescenza i suoi cavalli di battaglia: il tutto condito di rosa, visto che la valida equipe che mi circonda è tutta femminile.
Relight gestisce 11.000 tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici, volumi che decisamente non passano inosservati: come siete arrivati a questo risultato?
Relight è un'azienda "di una certa età" nel settore del recupero dei RAEE: è stata fondata, infatti, dieci anni fa, tanti in un mercato giovanissimo. I dati di crescita parlano chiaro: siamo passati dalle 5000 tonnellate del 2005 a più del doppio solo tre anni dopo, grazie anche alla partenza del nuovo sistema RAEE.
Ottenere questi risultati non è stato semplice: ci siamo riusciti con la politica dei piccoli passi, con l'umiltà di imparare da chi è più avanti di te (in Europa ci sono alcune aziende d'eccellenza che negli anni passati mi hanno trasmesso esperienze di cui ho fatto tesoro) ed avendo sempre un occhio di riguardo alla qualità dei servizi erogati ed un'enorme attenzione all'Ambiente, non solo a parole ma soprattutto nella sostanza.
La tutela dell'ambiente: su quali aspetti si è concentrato maggiormente il vostro impegno?
Relight ha ottenuto la certificazione UNI EN ISO 14001:2004 nell'aprile 2005 e la registrazione EMAS nel dicembre dello stesso anno. Indicativo dell'avanguardia di Relight in questo senso è il poter vantare il numero di registrazione I - 000396: quando abbiamo ottenuto la registrazione EMAS, quindi, erano solo 395 le aziende italiane (e non solo del comparto ambientale!) già registrate.
Relight è poi un'azienda a impatto zero, ovvero ha compensato con un numero di alberi equivalenti le proprie emissioni di CO2, ed utilizza energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili.
Nel 2002, inoltre, Relight è stata insignita del premio "Innovazione tecnologica amica dell'ambiente" per il processo di riciclo delle lampade a fluorescenza e, parallelamente, ha avviato con l'università di Modena un progetto di ricerca finalizzato all'individuazione di nuove possibilità di riutilizzo del vetro, progetto che si è concluso con la produzione di una piastrella che si fregia del marchio ECOLABEL.
Abbiamo fatto del termine "Sostenibilità" il nostro motto ed è così che cerchiamo di affrontare le battaglie quotidiane.
Cosa significa per voi essere un partner qualificato di ReMedia?
È principalmente motivo di orgoglio: alla base c'è la consapevolezza di aver trovato in Remedia una realtà con la quale condividere degli obbiettivi e sentirsi complementari in un Sistema, quello dei RAEE, di estrema attualità ed importanza.
ReMedia rappresenta per noi anche uno stimolo per la ricerca e lo sviluppo di nuove soluzioni per il riciclo dei RAEE, come l’attuale progetto Glass Plus con il quale si è avviato un innovativo riciclo del vetro CRT dei televisori.

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