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Gestione dei Raee e gli obiettivi di politica ambientale nazionale

Incontro con il Sen. Andrea Fluttero, Segretario della Comm. Ambiente del Senato.


Consorzio ReMedia ed il sistema nazionale di gestione dei Raee nel suo complesso chiudono il 2009 con ottimi risultati; il 2010, con l'attuazione della raccolta anche presso i punti vendita segnerà un vero punto di svolta verso risultati sempre più in linea con l'Europa. Come valuta questo rapido ed efficiente percorso?

In modo molto positivo. Dimostra che i cittadini sono consapevoli dell'importanza di una buona raccolta differenziata e che i Comuni, tramite i loro consorzi, i produttori ed i distributori consorziati hanno operato con impegno ed efficienza per recuperare rapidamente il ritardo che ci caratterizzava in questo settore rispetto agli altri paesi europei.

Il sistema nazionale della gestione dei Raee ha attuato - nel 2005 con il decreto e nel 2008 con l'avvio operativo - un approccio nuovo nella gestione dei rifiuti, nello scenario precedente caratterizzato da una logica di "Consorzio unico" o "Obbligatorio" con cui tuttora convive. E' possibile a suo avviso fare un bilancio di questa esperienza?
Un po' di concorrenza, accompagnata dal necessario ruolo di controllo pubblico, può consentire un aumento dell'efficienza complessiva del sistema ed un contenimento dei costi per i consumatori.
Inoltre, le filiere del recupero e riciclo in questo specifico settore sono significativamente diverse e consigliano una pluralità di soggetti specialistici. Una concorrenza con scarso controllo ed una polverizzazione di consorzi diversamente rischierebbe di peggiorare le performance del sistema.

Come la corretta gestione dei rifiuti si inserisce nel quadro più ampio della politica ambientale del nostro Paese?
La corretta gestione dei rifiuti consente in primo luogo di non inquinare l'ambiente attraverso il fenomeno dell'abbandono incontrollato. Inoltre, attivando filiere industriali per il recupero ed il riuso si riducono i costi ambientali necessari a produrre altra materia prima, riducendo al contempo il consumo di risorse del pianeta.

Gli obiettivi di tutela ambientale offrono positive ricadute anche sul fronte dello sviluppo di nuove imprese e di occupazione. "Ambiente ed economia" costituisce dunque un binomio strategico per il nostro tempo?
Indubbiamente. E' importante che si sviluppi un approccio industriale al riuso ed al riciclo, superando definitivamente la pure importante fase pionieristica del recupero, per arrivare a prodotti che siano progettati per essere riusati e riciclati. Quindi eco design e filiere industriali per il recupero ed il riciclaggio di materie prime seconde.
Per un Paese come il nostro, che da sempre ha caratterizzato la sua economia sulla trasformazione di materie prime in manufatti, la sfida sarà di industrializzare sempre più la trasformazione di prodotti non più utilizzati, anziché in rifiuti, in "miniere" di materia prima seconda.
Sul punto economia e sviluppo però bisogna intendersi. La cosiddetta "green economy" non può essere un modo per costruire un'economia assistita con l'impegno di ingenti risorse pubbliche. I margini per sviluppare l'economia nel contesto ambientale si devono reperire nell'aumento dell'efficienza di processo e di prodotto offerta dalla ricerca e dall'evoluzione tecnologica.

Mentre si lavora sul fronte organizzativo e gestionale, quanto resta da fare ancora invece per una sempre migliore informazione e sensibilizzazione dei cittadini?
Certamente occorre uno sforzo per trasferire in modo omogeneo a livello nazionale i buoni risultati ottenuti a "macchia di leopardo" in tutto il Paese.
Inoltre, occorre puntare sul miglioramento dell'efficienza e della semplicità di approccio del cittadino ai servizi per consentire un ulteriore miglioramento dei risultati.
Dopo questa fase iniziale qualche correzione legislativa che tenga conto delle esperienze maturate potrebbe essere utile per una ottimizzazione ulteriore del sistema. Ovviamente la Commissione Ambiente del Senato è disponibile a valutare le criticità che i consorzi vorranno evidenziare per intervenire dal punto di vista legislativo con i correttivi che risultassero necessari.

 

  
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