Il WEEE Forum: Missione, Valori, Attività e Priorità
Intervistiamo il Presidente del WEEE Forum, Andreas Röthlisberger
- Perché nasce il WEEE Forum? Qual è la sua missione? Quali sono i valori cui si ispira?
Il WEEE Forum è l’organizzazione pan europea per la gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche ed ha iniziato la sua attività nel 2003 con 9 associati in 6 paesi: oggi possiamo annoverare ben 42 associati. La nostra missione è ottimizzare l’efficienza nella gestione dei sistemi mentre perseguiamo l’eccellenza e il miglioramento continuo delle performance dei nostri associati nell’ambiente.
Il WEEE Forum mette a disposizione una piattaforma di collaborazione di livello europeo e di scambio di informazioni relative alle “best practices” del settore e supporta i suoi associati nello sviluppo delle loro attività nel rispetto delle normative in vigore e del contesto legislativo. Il Forum, vuole rappresentare un centro di conoscenza e competenza che consente agli associati di sviluppare esperienze e contribuire in mondo costruttivo al dibattito sullo sviluppo del sistema di gestione dei RAEE. Oggi annoveriamo 42 associati ma il prossimo mese, questo numero sarà già cresciuto.
- A 6 anni dalla nascita è possibile fare un bilancio delle principali attività svolte ? Quali saranno in futuro le priorità?
Sin dall’inizio della nostre attività, quando gli associati erano solo 9, il WEEE Forum ha richiesto ai suoi aderenti dati e informazioni. Se questi dati erano inizialmente poco rappresentativi del contesto europeo, già nel 2007 con oltre 30 sistemi collegati, ci è stato possibile conoscere il dato della raccolta del 2006 (840.000 tonnellate di RAEE) e sapere quanto è stato raccolto nel 2007 (1.200.000 tonnellate). Nei primi 5 anni il WEEE Forum e i suoi associati si sono concentrati su progetti molto concreti, primo dei quali la raccolta dei dati consolidando un patrimonio di informazione che in Europa non ha uguali. Possiamo infatti disporre di informazioni annuali chiave quali l’ammontare dei costi per categoria di prodotto, costi per la raccolta, per il trasporto e per il riciclo ed è inoltre possibile ottenere un’approfondita panoramica di dettaglio relativamente al sistema. In collaborazione con il CECED e ERA, abbiamo sviluppato standard di trattamento per i frigoriferi e abbiamo inoltre messo a punto uno strumento di reporting delle quote del riciclo di differenti categorie di rifiuti elettronici (denominato WF_Rep Tool) che è stato utilizzato con successo in numerose nazioni e che invitiamo ad adottare come base per la reportistica di tutte le parti coinvolte, specialmente le istituzioni governative dei diversi Paesi e la Commissione Europea.
- Quali criticità vede nella crescita del settore? Come farvi fronte?
Relativamente ai sistemi di gestione dei RAEE, abbiamo in Europa, una situazione molto eterogenea: ci sono paesi con uno o due sistemi di gestione dei RAEE complementari ed altri con più sistemi tra loro concorrenti. Uno dei nostri obiettivi è costruire almeno un “terreno di gioco” comune in modo che i sistemi e gli operatori possano rispettare (o soddisfare) nelle attività di trattamento e riciclo, lo stesso livello di qualità nell’eliminazione da tutte le apparecchiature elettroniche di sostanze dannose per la salute e l’ambiente. Proprio in quest’ambito, il prossimo anno, il WEEE Forum inizierà il suo più grande e importante progetto che consiste nel costruire un sistema di qualità con standard predefiniti ed un sistema di auditing e di attribuzione di certificazioni di qualità agli operatori, secondo parametri oggettivi. Siamo certi che questo sistema aiuterà a sostenere il raggiungimento di un livello qualitativo elevato in tutta Europa.
- Come Percepisce l’Impegno dell’Italia? Come giudica il sistema di gestione dei RAEE italiano?
Il recepimento in Italia della Direttiva Europea in tema di RAEE, ha richiesto più tempo che in altri paesi, ma ad ogni modo Ecodom e Re.Media si erano preparati per poter partire in pochi mesi con un sistema che mi risulta essere funzionante in oltre 2000 punti di raccolta.
- Re.Media ed Ecodom: come giudica il loro ruolo come attori del sistema e del confronto internazionale?
Ecodom e ReMedia sono stati i primi sistemi collettivi italiani ad associarsi al WEEE Forum ed hanno, nel periodo precedente l’attuazione della Direttiva in ambito RAEE, lavorato in modo ottimale alla fase di definizione e sviluppo del sistema. L’Italia è uno dei grandi Stati membri dell’Unione Europea ed è stato molto importante avere ReMedia ed Ecodom, come associati sia per la sinergia con le attività del WEEE Forum sia per i contatti e le relazioni di valore con associazioni e organizzazioni Europee che i due consorzi hanno consolidato.
- Dal suo osservatorio privilegiato quali dovrebbero essere le 3 mosse da mettere sin da subito in campo per raggiungere traguardi oggi ancora distanti? Cosa potrebbe suggerire al Governo Italiano?
Non spetta al Presidente del WEEE Forum dare suggerimenti al Governo Italiano. Ogni paese si è confrontato con la sfida rappresentata dall’attuazione della direttiva europea in un contesto complesso dove molti attori ed interessi sono coinvolti. La vera criticità per il settore è questa: noi abbiamo un’unica Direttiva, un unico mercato europeo, abbiamo produttori e importatori globali ma abbiamo 50 differenti approcci e implementazioni della direttiva. Inoltre, alcuni paesi adottano un approccio pragmatico nel recepire localmente la Direttiva, altri scelgono modalità piuttosto complicate.
La Direttiva europea si fonda sul principio della Responsabilità individuale del Produttore (Individual Producer Responsibility-IPR) che è generalmente riconosciuta. Ciò significa che il produttore non ha solo la responsabilità del prodotto fino al punto vendita , ma la sua responsabilità si estende anche alla fase di fine vita del prodotto, in termini di recupero di materiali ed energia.
Il tema centrale diventa, quindi, come poter gestire e finanziare queste attività. L’IPR, introduce un nuovo paradigma nella gestione dei RAEE.
Le aziende di recupero esistono da molto tempo ad esempio c’erano rivenditori di ferraglia già alla metà del secolo che collezionavano le armi dei soldati uccisi nelle grandi battaglie, senza ricevere quasi nessun tipo di attenzione dal Governo, ma questo è cambiato poiché i produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (AEE) devono preoccuparsi dei loro prodotti, innescare il processo di riciclo ed essere capaci di fornire riscontri puntuali su questa attività. Il nostro comune obiettivo è raggiungere i massimi risultati nella raccolta dei RAEE con la corretta eliminazione di sostanze dannose per la salute e l’ambiente poiché il legislatore ha attribuito ai produttori questa responsabilità ma i sistemi collettivi a cui i produttori aderiscono devono saper fornire gli strumenti necessari per far fronte a questo dovere.