Illustriamo il trattamento ed i risultati del riciclo di un climatizzatore.
Quanti condizionatori abbiamo oggi in Italia?
Negli ultimi anni i climatizzatori, nei vari tipi di apparecchi resi via via disponibili sul mercato, si sono sempre più rapidamente diffusi in case ed uffici: erano 3,5 milioni nel 1999 e 11 milioni nel 2006; nell’estate che è ormai alle porte, e ci ha già sorpreso con temperature molto calde, probabilmente cresceranno ancora e potrebbero arrivare a 17-18 milioni nel 2020.
È quindi un oggetto sempre più diffuso e comune che è importante acquistare, usare e dismettere pensando anche all’ambiente.
In particolare, il riciclo di un climatizzatore ha una valenza ambientale sotto diversi punti di vista: in primo luogo per la presenza di gas ozono lesivi al suo interno, che al momento del trattamento devono essere raccolti per evitarne la dispersione in atmosfera con conseguente danno allo strato atmosferico di ozono; in secondo luogo, perché dal climatizzatore è possibile riciclare molte materie prime, originando un notevole risparmio energetico rispetto alla estrazione o produzione di materiali vergini.
Come avviene il trattamento e riciclo di questi oggetti dopo che sono stati raccolti da ReMedia presso il centro di raccolta comunale e portati presso l’impianto di riciclo? Tre sono le fasi principali:
- stoccaggio
- messa in sicurezza
- smontaggio e separazione dei materiali.
Come per tutti gli apparecchi della categoria “freddo” (ad esempio frigoriferi e congelatori), occorre prestare particolare attenzione alla fase di messa in sicurezza dei climatizzatori, in quanto, come accennato, contengono nei circuiti refrigeranti gas ozono lesivi (CFC e HCFC), e ciò è vero soprattutto per gli apparecchi di vecchia generazione che sono quelli che più numerosi approdano oggi nelle piazzole ecologiche.
La messa in sicurezza avviene attraverso due fasi:
- estrazione degli oli e dei gas CFC/HCFC dal circuito di raffreddamento;
- smontaggio del compressore dalla carcassa del condizionatore.
Nella successiva fase di smontaggio i vari componenti vengono separati per tipo di materiale per essere inviati al riciclo e nuovi usi produttivi, in alcuni casi dopo essere stati sottoposti a triturazione in piccoli pezzi.
Ma cosa si estrae da un condizionatore? E quanto di queste sono materie prime che possono essere riciclate?
Per raccogliere dati precisi, ReMedia ha effettuato un test ad hoc, nel quale sono state sottoposte a trattamento 1,5 tonnellate di condizionatori e che ha permesso di verificare che il 97,5% del materiale viene riciclato.
Dalla tabella sottostante che riporta dati puntuali, si evidenzia che solo il condensatore, i gas HCFC, l’acqua e pochi materiali di scarto (che complessivamente rappresentano il 2,5 % del materiale in ingresso) non vengono recuperati
| FRAZIONI | PESO (tonnellate) | % di riciclo | % di recupero |
|---|---|---|---|
| compressore+olio | 0,44 |
100% |
100% |
| rame | 0,04 |
100% |
100% |
| scarti | 0,02 |
0% |
0% |
| motori+ventilatori | 0,13 |
100% |
100% |
| cavi | 0,01 |
100% |
100% |
| interruttori | 0,00 |
100% |
100% |
| trasformatore | 0,01 |
100% |
100% |
| condensatore | 0,01 |
0% |
0% |
| scambiatore di calore | 0,22 |
100% |
100% |
| componenti elettronici | 0,01 |
100% |
100% |
| plastica mista | 0,22 |
100% |
100% |
| ottone | 0,01 |
100% |
100% |
| HCFC | 0,01 |
0% |
0% |
| carta | 0,00 |
100% |
100% |
| olio | 0,00 |
100% |
100% |
| acqua | 0,00 |
0% |
0% |
| metalli ferrosi | 0,38 |
100% |
100% |
| polistirene | 0,00 |
0% |
0% |
1,51 |
97,5% |
97,5% |

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