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Mondo RAEE: appunti da Salisburgo

Dal 20 al 22 Gennaio si è tenuto a Salisburgo il classico appuntamento invernale dell’industria mondiale del riciclo degli apparecchi elettronici. Vi proponiamo un resoconto, tra il serio e il faceto, del nostro Direttore Generale, che ha partecipato all’evento.

 

Various

Arrivo al Centro Congressi di Salisburgo, capitale della musica adagiata sulle rive del Salzach, dove si tiene il IX Congresso Internazionale del settore del riciclo dell’elettronica.

Sul bancone dell’accoglienza vedo tanti cartellini con i nomi di tutti i principali Paesi, posizionati dagli organizzatori per facilitare la consegna dei badge agli ospiti accreditati. Mi metto alla ricerca del cartellino con la scritta “Italia”, ma dopo alcuni minuti di infruttuosa ispezione visiva rinuncio e chiedo aiuto.

Mi indirizzano verso il cartellino con su scritto “Various”, dove hanno raggruppato i badge dei visitatori italiani con quelli di Sud Africa, Libano e Arabia Saudita. Alle mie rimostranze la hostess risponde che i delegati italiani sono solo tre (me incluso) e che i Paesi che non arrivano a 5 iscritti sono stati riuniti in quel raccoglitore.

Ritiro il badge e mi domando: il convegno è così scadente che noi, più furbi degli altri, evitiamo di perdere tempo inutilmente, oppure la nostra industria del riciclo dell’elettronica non ha ancora raggiunto un livello di maturità pari a quello delle altre nazioni?

 

Italiani brava gente

Il Congresso si apre con i keynotes speakers impegnati in una approfondita discussione sulla revisione della Direttiva WEEE (quella da cui discende il “nostro” decreto legislativo 151/05).

Il Ministro dell’Ambiente Austriaco sostiene che il sistema RAEE da loro funziona molto bene così e che non ha senso cambiare la Direttiva a pochi anni dalla sua entrata in vigore. Karl Heinz Florenz, politico tedesco che siede da 21 anni al Parlamento Europeo e “rapporteur” della nuova Direttiva RAEE, spiega perché invece secondo la Commissione Europea è necessario introdurre diverse modifiche.

A giustificazione del suo interventismo Florenz cita proprio il nostro Paese. Dice che lui ama l’Italia perché ci viene in vacanza, ma che purtroppo gli risulta che sui RAEE non riusciamo a superare la soglia di 1 kg per abitante/anno, a dimostrazione del fatto che esistono situazioni in Europa che richiedono provvedimenti.

Insieme ai colleghi italiani presenti in sala vado da Florenz a comunicargli il dato corretto (ora stiamo viaggiando ad un ritmo di 4 kg/abitante/anno), ricordandogli, inoltre, che tre mesi fa il Centro di Coordinamento gli inviò una relazione dettagliata con la sintesi delle nostre performance. Perché citare allora i dati del 2005? Risentimento per la sconfitta del Mondiale 2006 o scarsa informazione da parte delle nostre istituzioni nazionali? Il dubbio rimane.

 

Il pianeta in pericolo

Thoma Stocker, climatologo dell’Università di Berna, fa un intervento appassionato sui problemi ambientali della Terra. La superficie del ghiaccio artico nel mese di settembre misura 4,5 milioni di chilometri quadrati, contro i 9 milioni di 10 anni fa e di questo passo nel 2050, secondo lui, di ghiaccio nell’artico non dovrebbe essercene proprio più.

Cosa c’entra questo con il riciclo? C’entra, perché un forte incentivo alle politiche per il riciclo (il concetto di “Zero Waste” per chi è pratico) può dare un contributo quantificabile nell’ordine del 20% al raggiungimento degli obiettivi mondiali di contenimento dell’incremento della temperatura media terrestre. Per Stocker lavorare seriamente nel settore del riciclo vuol dire impegnarsi per il futuro del pianeta.

 

Televisori e Monitor LCD

Finalmente si inizia a discutere di questioni tecniche! Il tema del momento è il trattamento degli LCD. Oggi tutti confermano che nelle isole ecologiche ne tornano pochissimi, ma tra due anni sarà un bel problema. Apprendiamo che un TV LCD può contenere fino a 80 milligrammi di mercurio nelle lampade per la retroilluminazione e che diventa essenziale evitare la loro rottura, sia in fase di raccolta che di trattamento. I rischi per l’ambiente e per la salute potrebbero essere concreti e sarà necessario approfondire i nostri studi insieme ai principali partner logistici e di trattamento con cui da tempo collaboriamo. Gli inglesi però dicono che nel 2014 le vendite di TV a LED supereranno quelle dei TV LCD tradizionali e allora dovremmo sempre tenere a mente che il riciclo degli apparecchi elettronici è un mestiere complesso e dinamico, che non consente di accontentarsi delle certezze e delle esperienze del passato.

 

Il cattivo esempio degli USA

Il Presidente di una ONG chiamata BAN (Basel Action Network) dichiara che l’80% della spazzatura elettronica prodotta negli Stati Uniti viene esportata (e spesso in modo illegale o comunque ben che vada in luoghi dove la qualità del trattamento è molto inferiore agli standard previsti dalle normative).

A Lagos, in Nigeria, continuano ad arrivare 500 container/ mese per il “riuso”di apparecchi elettronici. In realtà, a Lagos non sanno cosa farsene di tutti quei prodotti, in gran parte PC, e perfino quelli ancora funzionanti vengono smaltiti in modo illegale.

Per frenare questo odioso fenomeno BAN ha appena lanciato uno standard volontario per certificare gli impianti di trattamento americani, chiamato e-steward. Fortunatamente in Europa la situazione è decisamente migliore e sul fronte dell’e-waste facciamo scuola. Anche il WEEE Forum, di cui ReMedia fa parte, sta lavorando ad uno standard univoco europeo per la gestione dei RAEE, chiamato WEEELABEX. Forse sarebbe il caso di far convergere le due iniziative. Per le aziende del riciclo è indispensabile avere standard elevati, ma il più possibile omogenei.

 

I benefici ambientali del riciclo delle AEE

Gli ultimi appunti di un certo interesse riguardano la presentazione di un manager della società Ruag, una multinazionale svizzera specializzata nel recupero e nella vendita di materie prime seconde. Ruag sostiene che in Europa si dismettono ogni anno oltre 18 milioni di frigoriferi, che se correttamente riciclati consentirebbero un risparmio di CO2 equivalente, pari a 30 milioni di tonnellate. Una bella cifra, non c’è che dire. Abbiamo scoperto che ci sono ancora in uso 200 milioni di frigo vecchi generazione, con un potenziale di 440 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti, quasi le emissioni totali del nostro Paese!

A livello mondiale si contano oltre 2 miliardi di prodotti contenenti gas refrigeranti (CFC in particolare) che cubano per almeno 4 miliardi di tonnellate di CO2 equivalente. Numeri impressionanti.

Gli studi di Ruag affermano che se a livello mondiale riuscissimo a riciclare il 70% delle tonnellate di RAEE generate, avremmo un beneficio sulle emissioni pari a 426 milioni di tonnellate di CO2 equivalente.

Il nostro prossimo Report di Sostenibilità aiuterà a capire quali sono i benefici ambientali derivanti dal riciclo dei RAEE in Italia.

  
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