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Arcobaleno Cooperativa Sociale, Torino


La presentazione di questo partner merita un cappello introduttivo, perché ha una storia da raccontare tutta speciale. Arcobaleno infatti è una cooperativa sociale nata nel 1992 da una realtà di accoglienza dell’Associazione Gruppo Abele, con il preciso intento di creare a Torino nuove attività finalizzate a offrire opportunità lavorative a persone provenienti dall’area del disagio sociale. Con lo stesso spirito Arcobaleno negli anni ha creato progetti alternativi e intraprende nuove strade, orientandosi soprattutto verso servizi per l’ambiente, tra i quali la raccolta ed il trattamento di RAEE.

Facciamo una chiacchierata con Tito Ammirati, Presidente di Arcobaleno e Pablo Graglia, Direttore Commerciale.

 

Pabo Graglia, cos’è Arcobaleno oggi?

Mi piace identificarci con il nostro pay-off, “Spazi in movimento”, perché rappresenta un po’ lo spirito grazie al quale Arcobaleno “non riesce a stare ferma”.

Arcobaleno è oggi centro di economia sociale ed è parte di un consorzio di 10 cooperative del territorio. Chiuderemo il bilancio 2009 con un fatturato di circa 16.000.000 di Euro e son certo che Il 2010 vedrà ancora nascere nuovi progetti e consolidare le nostre attività.

Attualmente abbiamo sviluppato una serie di servizi per l’ambiente, tra i quali il servizio di raccolta rifiuti (carta e cartone, ingombranti e raee) sul comune di Torino e il 2009 ha visto nascere il nuovo settore dedicato alle energie rinnovabili: Dinamo.

Dinamo, che nasce come nuovo ramo di impresa consolidata a livello nazionale, ha la vocazione di progettare e realizzare principalmente impianti fotovoltaici e solari termici. Tengo a precisare che grazie all’impianto fotovoltaico e all’intervento di riqualificazione, anche la nostra sede è energeticamente autonoma (oltre ad essere certificata  ISO 9001, ISO 14,000 e dal Centro di Coordinamento RAEE per l’impianto Raee).


Tito Ammirati, quante persone lavorano attualmente nella cooperativa? Quante di queste sono soggetti svantaggiati e
quali sono le difficoltà maggiori che incontrate nella gestione del personale?

Sono circa 300 i lavoratori, di cui 40% “svantaggiati” certificati dai servizi. Nel restante 60% ci sono anche persone che, dopo anni di lavoro con noi, oggi non sono più riconosciute come “soggetti svantaggiati”.

E’ difficile gestire le assenze: lavorare con persone che hanno un passato, a volte recente, di dipendenza da droghe o con altri disagi, significa dover fare i conti anche con la discontinuità della forza lavorativa. Mi piace pensare ad Arcobaleno come un grande equilibrista che si sforza di trovare il giusto bilanciamento tra l’efficienza imprenditoriale, che una realtà come la nostra deve avere per essere competitiva, e le peculiari esigenze del nostro personale. Il ruolo dell’imprenditore sociale è molto più complesso rispetto a quello rivestito dal semplice imprenditore.

Questa è la sfida di fare economia sociale e per fortuna gli anni di esperienza  ci hanno permesso di trovare un buon compromesso e soluzioni efficienti. E’ interessante il fatto che oggi, una realtà come la nostra attiri persone di alto profilo professionale le cui collaborazioni sono per noi estremamente preziose.


Graglia, Arcobaleno è quindi oggi una realtà anche nel mondo dei RAEE… in cosa consiste la vostra attività in questo settore?

Nel 2002 abbiamo avviato il “servizio Transistor” per la raccolta e lo smaltimento di apparecchiature elettriche ed elettroniche per i raggruppamenti R2, e R4 e recentemente, in partnership, si è aggiunto il trattamento degli  R3.  Il nostro punto di forza è la logistica, con un parco mezzi di circa 200 camion, forte dell’esperienza di “Torino Cartesio”, il servizio a domicilio per la raccolta differenziata di carta e cartone che è stato progetto pilota per tutto il territorio nazionale. Oggi movimentiamo circa 2000 tonnellate/anno di Raee su tutto il Piemonte e svolgiamo il servizio per conto di ReMedia (direttamente ed indirettamente) in 60  piazzole ecologiche.


Cosa significa per voi essere partner di ReMedia?

Sicuramente aver conseguito il titolo di partner qualificato da parte di ReMedia, che riconosciamo come uno dei principali e consolidati sistemi collettivi, è stato un passo importante che ci ha permesso di essere riconosciuti come realtà competitiva nel mondo dei Raee, al pari delle altre realtà imprenditoriali del settore. Inoltre con ReMedia si lavora molto bene, ammiriamo la precisione e la serietà con cui svolgono l’attività e apprezziamo la qualità del rapporto umano con le persone, non sempre facile da trovare e invece fondamentale per noi cooperativa sociale.


Chiudiamo con Tito Ammirati: Arcobaleno non svolge solo servizi per l’ambiente, ma è anche impegnata in altri progetti ambiziosi, culturali e di più ampio respiro, non ultimo, novità assoluta di quest’anno, la produzione di un film…

Per noi è importante poter trasmettere il nostro lavoro (ma anche la difficoltà) nel portare avanti una realtà come la nostra. Per questo non mancano azioni educative e culturali attraverso le quali coinvolgere i cittadini e i nostri dipendenti. La partecipazione ed il coinvolgimento di queste persone è importantissimo.

Lo scorso anno per esempio abbiamo indetto un concorso finalizzato all’ educazione ambientale e coordinato da Oliviero Toscani, con 2500 bambini che hanno studiato il nuovo logo per i nostri conosciutissimi bidoni gialli di “Cartesio” per la raccolta differenziata di carta e cartone.

Attualmente è in corso un concorso fotografico aperto a tutta la cittadinanza di Torino il cui primo premio sarà il pagamento della tassa raccolta rifiuti per 5 anni.

Ed infine un film che abbiamo intitolato “40%”, la percentuale dei lavoratori svantaggiati presenti nella nostra organizzazione e che altro non sono che uno spaccato di una società difficile in cui viviamo. Sono quelli che di solito “non si vedono”. E noi abbiamo deciso di dar loro voce. Girato tra Torino e la Costa d'Avorio, non solo racconta la storia e le esperienze della cooperativa, ma gli attori sono gli stessi ragazzi che in cooperativa lavorano, fortemente motivati e coinvolti.  

 

  
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